SUBSCRIPTION ECONOMY Parte 1

by Claudio
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Interessandomi di innovazione e di nuovi modelli di business da applicare eventualmente al mondo del farmaceutico, visito regolarmente parecchi blog, nazionali ed internazionali.
Tra questi uno dei miei preferiti è Beople.
Proprio un recente articolo, scritto a quattro mani da Matteo Fusco, fondatore di Beople e da Davide Cardile, ha attratto la mia attenzione e curiosità.
Il tema è l’impatto crescente della “Subscription Economy” sul business globale.
Dal link potete leggere l’intero articolo. Per chi non lo volesse fare, cito qui alcuni concetti utili alla prosecuzione.

I mercati possono rimanere irrazionali più a lungo di quanto tu possa rimanere solvibile.

John Maynard Keynes
Flat World

Viviamo in quello che Thomas Friedman ha definito <<flat world>>: un mondo in cui le conoscenze e competenze sono distribuite in modo universale e in cui il valore può essere disaggregato, consegnato e distribuito in qualunque punto del globo.

Questo rivoluziona completamente i giochi: <<non si tratta più di riuscire a conquistare un cliente ma, (questa volta non si tratta di uno slogan), di riuscire a mantenerlo e farlo crescere nel tempo.>>

Basta darsi un’occhiata in giro o fare un salto nella propria cronologia di ricerca per comprenderlo: Netflix, Amazon, Google, Microsoft, Adobe, Apple, Spotify, sono tutte aziende che per prime hanno abbracciato una logica del valore basata sul tempo e sullo sviluppo del cliente o, in altre parole, sul sistema di abbonamento.

I dati parlano altrettanto chiaramente: secondo McKinsey la subscription economy è cresciuta di oltre il 100% all’anno negli ultimi cinque anni e l’indice biennale di economia degli abbonamenti di Zuora sottolinea che le aziende in abbonamento stanno crescendo cinque volte più velocemente rispetto ai ricavi degli altri competitor nell’indice “S&P 500”.

Quello che ne è emerge è che le persone sono e saranno <<sempre meno interessate al possedere prodotti ma sempre più a poterli usare con soddisfazione.>> Come ha detto in modo emblematico Tien Tzuo, tra i principali esperti di subscription economy: l’aspettativa diffusa è che qualsiasi informazione o servizio sia disponibile in qualsiasi contesto e nel momento del bisogno. Le persone non vogliono più l’auto ma un passaggio. Vogliono il latte, non la mucca.

La mia esperienza come quella di molti

Una volta acquistavo libri. Li acquisto ancora, specie quelli che amo possedere.

Per il resto sono abbonato ad Audible e li ascolto, non li leggo.

Una volta acquistavo CD. Oggi sono abbonato a Music di Apple.

Nel recente passato acquistavo DVD, oggi i film li vedo su Disney+ e su altre piattaforme.

Qualche anno fa bisognava sborsare una notevole cifra per avere una copia ufficiale di Microsoft Windows o di qualsiasi altro software importante.

Oggi ci si abbona e con una cifra mensile si usa il software senza mai possederlo.

Perché questo cambiamento? Le aziende una volta facevano una fattura per cliente per uno o più oggetti. Oggi debbono fare una fattura al mese per ogni cliente. È davvero più comodo? Qual’è il vantaggio dell’azienda?

Il nuovo approccio del consumatore

La maggior parte dei business tradizionali continuano a ragionare secondo le vecchie logiche, una su tutte la necessità di convincere le persone che il proprio prodotto soddisferà appieno e loro esigenze. Se la logica tradizionale cerca di rispondere alla domanda “perché questo prodotto è diverso?”, le nuove logiche chiedono di rispondere a <<cosa vuole davvero il consumatore e come possiamo mantenere le promesse?>>

Con la possibilità di relazioni durature è possibile sfruttare i dati per comprendere quali sono le modalità più soddisfacenti per creare e distribuire valore, creare vere e proprie community in cui i clienti siano anche designer dei prodotti e servizi tramite feedback e un livello paritario nella creazione del valore.

Anche se non sappiamo ancora cosa ci riserverà il post pandemia e la nuova normalità, è inevitabile che in un mondo in cui le persone sono abituate a usufruire solo di ciò che hanno bisogno e nel momento del bisogno, tutti siamo chiamati ad adeguarci.

Presto o tardi ogni persona, ogni cliente, B2C o B2B che sia, inizierà a chiedersi perché non sia possibile fruire di un prodotto o servizio come si è abituati a fare con Netflix. Perché concedere fiducia illimitata impegnandosi in un acquisto anziché poter concedere fiducia sino a quando le promesse sono rispettate?

Per non allungare troppo i tempi di lettura, ho ritenuto utile suddividere l’articolo in questa parte generale ed in una seconda parte relativa alle possibili applicazioni della Subscription Economy nel business farmaceutico. Vi rimando quindi alla lettura della seconda parte, una volta che l’avrò postato.

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