ISF ATTENTI ALLA PUBBLICITÀ OCCULTA

by Claudio
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Inizio questo post accelerando sull’autoreferenzialità, ma come si dice a Roma, quando “ce vò… ce vò
Ho fatto l’ISF per 10 anni in diverse ed importanti aziende.

Entrando poi a lavorare in sede, ho sempre tenuto ben presente da dove venivo (come diceva l’amico e collega Beppe Sbaragli, ero troppo grosso perché facesse effetto la medicina – o pozione venefica- che le aziende davano agli ISF che passavano in sede, in modo che si sentissero superiori e rinnegassero da dove provenivano). Gli ISF sono stati sempre i mie clienti più importanti. Ho particolarmente stima di quelli bravi, che non si fanno risucchiare dalla depressione del piazzista, ma che invece trovano una loro strada.

Attività Social degli ISF

Apro di rado Instagram e Facebook, per ovvie ragioni più spesso LinkedIn.

E quando vedo degli ISF che condividono messaggi pubblicitari occulti o condividono articoli sempre con messaggi più o meno occulti, mi piange il cuore, in quanto magari lo fanno in buona fede, ma come è ben noto, la legge italiana non tollera l’ignoranza.
Allora mi permetto di postare come commento alcune regole di FederSalus contro la pubblicità occulta.

Segnalatore seriale

Non lo faccio per essere bacchettone, bensì per avvertire la persona e renderla consapevole che sta facendo qualcosa di non etico.

Infatti, oltre un anno fa, alcuni giovani ISF mi confidarono che erano le aziende stesse che chiedevano loro verbalmente di postare sui Social determinati contenuti.

Non li pubblicava l’azienda sul sito ufficiale, per non incorrere in responsabilità, ma poi chiedevano alle persone di postare dei contenuti di pubblicità occulta. Se poi qualcosa veniva fuori, era colpa dell’ISF o dell’agente che avevano agito di testa propria.

Vale la pena fare pubblicità, se giustificata da una buona causa. Il Buddha pubblicizzò l’illuminazione o il nirvana. Se la pubblicità è ragionevole e benefica, va bene; ma se è motivata solo dal profitto, dalla truffa e dallo sfruttamento, oppure se è fuorviante, allora è sbagliato metterla in atto..

Tenzin Gyatso (Dalai Lama)

Ovviamente solo di rado queste mie segnalazioni vengono recepite con educazione dalla persona che, sentitasi scoperta, poi invia messaggi poco civili.
Mi permetto di segnalare queste cose anche perché basterebbe aggiungere una frase semplice semplice e si rientra nella legalità.

Possibile soluzione

Quindi amici ISF, sarebbe meglio pubblicare o condividere, come fanno molte aziende, i risultati di studi clinici, pubblicati su importanti riviste internazionali. Ma se dovete proprio condividere un immagine pubblicitaria o un post di un medico, di un farmacista, di uno sconosciuto che millanta certe virtù del prodotto che voi commercializzate, basta che inseriate una di queste frasi (o anche più frasi di seguito): #pubblicità, #sponsorizzato, #advertising e le vostre responsabilità potranno essere solo morali e non più giuridiche.

Mi sembrava importante pubblicare questo post, in quanto gli integratori alimentari stanno sempre più prendendo piede nel mercato italiano ed il loro consumo è in crescita.
Ciò è visibile dai dati rilevati da chi censisce i canali di vendita tradizionali (e loro eventuali terminazioni online), ma anche dall’aumento delle vendite da parte dei vari marketplace di cui Amazon è il più importante.

Quindi ben conoscendo le attività regolatorie, presto verranno fatti controlli e posti dei freni e non vorrei che si scegliesse di punire in modo esemplare qualche sprovveduto neoassunto che cerca di far crescere le proprie provvigioni attraverso un’attività non ortodossa sui Social al posto invece di chi realmente lucra su queste cose.

Normative in tema di Integratori Alimentari

Non dobbiamo dimenticarci che, pur facendo parte del comparto alimentare, rispetto ad un prosciutto o un tortellino, l’integratore deve sottostare ad una normativa emanata dal Ministero della Salute, piuttosto stringente, sia per quelle che sono le informazioni obbligatorie che le aziende debbono fornire, sia anche per le informazioni volontarie che le aziende possono inserire nella confezione.

Anche la pubblicità o la semplice comunicazione sugli integratori è normata.

A maggior ragione lo è anche la comunicazione al pubblico.

Però, specie sui Social o su Internet si trovano spesso messaggi di pubblicità occulta.

Influencer, blogger e molti altri esprimono i loro pareri sugli integratori, ma spesso hanno un tornaconto economico. Di questo tornaconto parleremo nel post sull’Affiliate Marketing nel farmaceutico.
Per essere trasparenti, dovrebbero inserire gli hashtag di cui sopra, allo scopo di evidenziare come dietro ci sia un messaggio pubblicitario commerciale.

Approfondimento

A chi volesse comunque approfondire, consiglio un post abbastanza recente di Carlotta Busani e Sarah Gabriele su Food Hub Magazine del 31 Luglio 2020.

Nel Post ci sono tutti i vari riferimenti di legge, si menzionano tutti i vari codici di regolamentazione delle varie organizzazioni, che di fatto sono:
1) FederSalus
2) AIIPA (Associazione Italiana Imprese Prodotti Alimentari)
3) IAP (Istituto Autodisciplina della Pubblicità)
Il post riporta anche la descrizione di alcuni prodotti a cui è stata contestata una comunicazione non conforme.

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