PRESENTAZIONE DI FARMAMORE

by Claudio
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Farmamore

Sono abbastanza certo che la prima domanda, nel leggere questo Blog/Forum, sarà: “ma FARMAMORE” cosa vuol dire?

È nel senso di “Amore per il Farmaceutico” con la “A” che va a raddoppiare per dare senso compiuto a due parole, oppure è una commistione italo-anglofona, che vuol significare “More for Farma” e quindi più idee, più informazioni, più opinioni, più cose?

Devo dire che la risposta giusta è: “un pò ed un pò“. Non so dirvi quanto dell’uno o dell’altro. Posso solo affermare con certezza due concetti determinanti:

  1. Se non ami un certo tipo di ambiente, un certo tipo di lavoro, se non hai un cuore che batte per quello che fai, non riesci ad andare oltre un certo livello. Non ti ritrovi neppure a 55 anni ad aprire un Blog/Forum in cui raccontare idee ed opinioni, a commentare ciò che succede.

  2. L’impulso a dare di più, a fare di più è una costante, se ami quel particolare settore. Vuoi ottenere risultati migliori, vuoi dare più elementi per arrivare alla soluzione più idonea. Ma anche la consapevolezza che va fatto di più per cambiare le cose in positivo, può generare domande, discussioni, può rendere necessario reperire ulteriori informazioni.

Nell’investire soprattutto tempo (e qualche denaro) in un Blog/Forum, la prima domanda che ti sale alla mente è: “Perché qualcuno dovrebbe provare interesse per me e per quello che penso o che dico?

Inoltre, “Cosa ho mai fatto per avere persone che impegnano il loro tempo nel leggere ciò che penso e scrivo?

Chi mi conosce sa che la vanagloria, il culto della personalità, sono cose che non mi appartengono. Mi sono sempre messo al livello di coloro che avevano qualcosa da dirmi o raccontarmi, indipendentemente dalle gerarchie e dal tornaconto personale.

Un caro amico mi dice sempre che, se mi fossi venduto meglio, se avessi aumentato la percezione delle mie competenze avrei fatto più carriera o guadagnato di più. Forse ha ragione.

Ma non si sfugge al proprio karma, così come lo scorpione non può non pungere chi lo sta traghettando sull’altra riva del fiume, condannandosi ad affogare.

Io sono una persona semplice, poco interessata al superfluo, alle impalcature che fanno scena.

Sono un libero pensatore, non un rivoluzionario, ma uno che si appassiona per alcune idee, che si accende di un entusiasmo percependo un trend ed immaginandone gli sviluppi. Fin da piccolo mi è sempre piaciuto immaginare cosa sarebbe accaduto se…

Non puoi tornare indietro e cambiare l’inizio, ma puoi iniziare dove sei e cambiare il finale.

C. S. Lewis
Memorie lontane

Da ragazzo, come molti altri, volevo cambiare il mondo, non con le guerre o la violenza, ma con la scienza, con il progresso scientifico. Volevo fare il ricercatore in biochimica.

Poi la mia vita, crescendo, ha preso una piega diversa, si è intrecciata ad altre cose e mi sono trovato, senza neppure sapere che lavoro realmente fosse, a fare l’Informatore Scientifico.

A dire il vero, il termine “rappresentante di medicinali” non mi era sconosciuto. Le rare volte che mia madre Carla mi aveva portato dal medico, avevo visto questa figura comparire nell’ambulatorio, inviso a tutti i presenti, come se fosse uno iettatore o un untore. Il motivo ti tanta acredine era per il fatto ché, essendo un servizio utile al medico,  poteva passare prima del proprio turno effettivo. Violando quindi il turno di altri, per presentare dei medicinali al medico.

Ritornando con la memoria al passato, ricordo che quando ero ragazzino, passavo parte delle vacanze estive nel napoletano.

Ogni tanto, mio zio Luigi mi portava con un furgone, prima a fare degli scatoloni con medicinali, penne, pennarelli, blocchi di carta e gadget (ricordo i nomi di Daonil e Trental) e poi a consegnarli a questi signori che poi con quel materiale sarebbero andati a parlare con i medici.

Ero anch’io un Informatore Scientifico del Farmaco, o come ci chiamava la gente, un rappresentante (o viaggiatore, senza commesso).

All’inizio ero deluso, amareggiato che i miei sogni fossero ormai infranti. Non avrei firmato ricerche, pubblicazioni, parlato ai convegni tra ricercatori. Non sarei diventato né Watson né Crick e quindi non avrei firmato la storia della biochimica.

Ma poi pian piano, dopo qualche mese, iniziai a capire che, come nelle diete, i progressi, affinché siano duraturi nel tempo, vanno compiuti un passo alla volta.

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Trovando le giuste informazioni da offrire, il giusto profilo, i giusti servizi, avrei potuto essere davvero ancora più utile ai medici e quindi ai pazienti ed alla cura delle loro patologie.

Trovai così la mia strada, non l’autostrada americana a dieci corsie, bensì una strada di provincia con salite e discese, ma pur sempre una strada lungo cui proseguire e questo cammino.

Senza grandi tappe o soste, l’ho percorsa fino ad oggi.

Perché Farmamore?

Sono un professionista che lavora nel settore da quando avevo 23 anni. Ho un esperienza quindi di 32 anni, che mi auguro possa crescere ulteriormente. Un qualcosa che mi è costato sacrifici, chilometri in giro per il mondo, lontananza dalla mia figlia Giada, studio e dedizione, valutazioni da parte dei miei superiori o committenti, test attitudinali e schede di autovalutazione.

Un lascito di esperienze ed una voglia di produrre idee e progetti, di dare un contributo fattivo, che vorrei non andasse perduto.

Il tempo dedicato verrà ripagato anche se una sola persona, leggendo questi post, ne traesse un beneficio per la propria attività.

Come dicevo poche righe or sono, non sono uno Steve Jobs o chi come lui ha una visione innovativa, planetaria, vincente.

Si acquistano le biografie di personaggi celebri, si acquistano libri dei guru del marketing, delle vendite, della divulgazione scientifica.

Qui il valore della proposta è infinitamente più piccolo, è il piacere dell’opinione, del ricordo di una certa attività, è la mentalità o lo spirito analitico con cui si affrontavano ed affrontano certe problematiche.

Ma per contro, non costa niente e quindi non c’è niente di male nell’offrire qualcosa senza chiedere niente in cambio, se non una veloce lettura. Tempo di lettura: 4 minuti. Niente di più, oltre questo.

Vi dedico invece un pezzo musicale struggente. Mi piace pensare che in qualche modo mi rappresenti

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Roberta Civardi Settembre 10, 2020 - 9:48 pm

Complimenti.
La passione ci guida e ci porta in alto.
Un abbraccio

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