VISITA FISICA Vs VISITA REMOTA: LO SPECIALISTA

by Claudio
0 comment

Nel post “La proposta di valore” (leggi qui) ho affermato che poiché l’e-detailing impatterebbe sul tempo libero del medico, l’accettazione da parte della classe medica non sarebbe stata facile.

Ho analizzato vantaggi e svantaggi collegati al passaggio a visite virtuali anziché fisiche da parte del MMG (leggi qui)

Lo Specialista

Adesso è il momento di analizzare vantaggi e svantaggi per il medico Specialista.

In primis è importante precisare che lo Specialista, in quanto tale, è fortemente focalizzato nell’area specialistica rispetto al MMG. Quindi la sua preparazione è meno ampia, ma più approfondita. E quindi le aspettative dal colloquio con l’ISF potrebbero essere maggiori, dal punto di vista tecnico scientifico rispetto a quelle del MMG.

Inoltre, deve essere considerato il fatto che in specializzazioni prettamente chirurgiche, i tempi in sala operatoria spesso possono dilatarsi.

In più, durante la sala operatoria non ci sono momenti di pausa del medico che siano accessibili anche all’ISF.

Pertanto la visita allo Specialista Chirurgo sarà più difficile fisicamente ed ancora di più in modalità remota.

Per prima cosa lo specialista mi diede la buona notizia: avevo una malattia cui avrebbero dato il mio nome.

Steve Martin
Lo Specialista Privato

Per lo specialista che opera esclusivamente in ambiente privato, i 20’ di un intervista potrebbero equivalere ad una visita in meno. Analizzando i cachet per le visite private, vi renderete immediatamente conto del valore monetario di quei 20’.

Quindi la disponibilità dello specialista privato sarà più limitata.
Tenderà a regolamentare molto le visite su appuntamento, magari in orari o giorni in cui non visita i pazienti.

In tal caso, cosa cambia tra informazione remota o fisica? Poco o nulla.

Questi specialisti però sono tra i più innovatori.

Hanno bisogno di essere aggiornati, di conoscere le novità per primi, in quanto non potranno mai prescrivere, ad un paziente che paga, lo stesso prodotto che impiegano il MMG o lo specialista ASL in regime di visita gratuita.

Più lo specialista è ricettivo alla visita dell’ISF e più proficua sarà la visita F2F. Meno sarà disponibile ad essere incontrato dall’ISF e più sarà utile la visita remota.

Con lo specialista che viene visitato privatamente, sarà utile mantenere anche un buon rapporto personale con la segretaria che sarà di grande aiuto nel disporre i campioni di medicinali in ambulatorio, man mano che i medici li utilizzano.

Lo Specialista Ospedaliero

Nel caso dello Specialista ospedaliero, le differenze sono ancora più evidenti. Chi lavora in ospedale, non è statico dietro una scrivania.

Si muove, dagli ambulatori alla corsia, alla sala operatoria, si reca in consulenza in altri reparti.

Non è difficile vedere un ISF che accompagna un medico in uno degli spostamenti e gli parla di qualche prodotto o progetto.

Ci sono sempre, nel caso degli ospedalieri, delle attese o dei giorni dedicati alle cartelle cliniche o alla burocrazia. In questi frangenti, è facile che lo Specialista possa ricevere un ISF.

Non vanno ignorate neppure quelle pause fisiologiche per un caffè o una sigaretta. In questi spazi non è difficile vedere un medico accompagnato da un ISF.

Mentre la mattina in ospedale è sempre molto affollata, chi ha la possibilità di visitare gli specialisti che rimangono di turno nel pomeriggio, ha maggiori possibilità di essere ricevuto con calma.

Riepilogando, in primo luogo, per concedere una veloce visita all’ISF il tempo può essere ricavato nelle more degli spostamenti, delle pause, delle attese e dei turni di guardia.

Per una visita virtuale invece, ci sarebbe da prendere un appuntamento che fosse programmabile in largo anticipo, quindi o in orari in cui sicuramente può essere fatta una pausa, oppure al di fuori dell’attività lavorativa.

Le possibilità esisterebbero, specie se all’interno dell’ambito lavorativo, ma sarebbe più macchinoso e complicato, rispetto all’ISF che bussa alla porta dello studio.

Il lavoro dell’ISF in ospedale

Chi ha lavorato come ISF in ospedale, sa molto bene, che in tale ambiente, non essendoci molte possibilità di condurre visite “fisiche” esaurienti ed esaustive, si ricorre a “minivisite” più frequenti.

Passando spesso dal reparto, lasciando oggi un campione, domani una penna ed il giorno successivo un saluto, si riesce comunque a raccontare le cose importanti sui prodotti in listino a tutti i membri dello staff.

Perciò in ospedale, una visita remota potrebbe avere una durata anche maggiore di una visita fisica, ma difficilmente potrà suscitare l’impatto che si ottiene con un contatto “fisicocontinuo e costante, anche se di breve durata.

Gli Specialisti Universitari

Per gli Universitari, il discorso è più o meno simile.

Se la conoscenza dello Specialista Universitario è maggiore di quella dello Specialista Ospedaliero o ASL, allora anche le attese sul valore intrinseco dell’intervista saranno più elevate. Di questo è necessario tener conto.

Il fattore determinante per la programmazione di una visita remota ad un Universitario,  sarà proprio quello di quale valore intrinseco potrà offrire il colloquio con l’ISF, piuttosto che il tempo impegnato nel  colloquio stesso.

Infatti, a livello Universitario, le attività di studio e didattica offrono dei tempi più liberi rispetto all’attività esclusivamente ospedaliera.

Però una cosa è consentire l’accesso all’ISF che bussa alla porta o che ha preso appuntamento con la segretaria, altro conto è quello di programmare una visita remota di aggiornamento sui prodotti del listino.

You may also like

Leave a Comment