VISITA FISICA Vs VISITA REMOTA: IL MMG

by Claudio
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Nel post “La proposta di valore” (leggi qui) ho affermato che poiché l’e-detailing impatterebbe sul tempo libero del medico, l’accettazione da parte della classe medica non sarebbe stata facile.

Sempre meno visite

Già molti medici limitano l’accesso agli ISF nelle visite, per non allungare troppo gli orari di ambulatorio e probabilmente perché l’interesse alla loro visita è limitato.
Quindi, specialmente per l’e-detailing, il valore intrinseco dell’intervista dell’ISF al medico dovrà crescere.

MMG Vs Specialista

Cerchiamo di analizzare le differenze di impatto sul medico tra le visite fisiche e quelle virtuali.
In questo post mi concentrerò sui MMG, mentre quello destinato agli Specialisti lo trovate qui.

L’abilità di un medico è inversamente proporzionale alla sua disponibilità.

Arthur Bloch, La legge di Murphy
Le visite al MMG

Un Medico di Medicina Generale (MMG) che accetta le visite delle aziende, solitamente ha regolamentato l’accesso degli ISF al proprio ambulatorio.

Magari il martedì ed il giovedì per il medico saranno storicamente i giorni meno affollati dagli assistiti.

Quindi riceverà 2-3 ISF su prenotazione in questi determinati giorni.
Potrebbe riceverli prima di iniziare, oppure cadenzati ogni 2-3 pazienti, o gestiti dalla segretaria oppure alla fine dell’ambulatorio.

Il Medico ha già messo in conto che 3 ISF richiedono da 45 a 60’ del suo tempo, ma magari in quei giorni l’orario di ambulatorio non viene integralmente coperto dai pazienti e quindi il surplus lavorativo potrebbe essere:

  • pari a zero nelle giornate veramente tranquille,
  • 20-30’ nei giorni mediamente affollati,
  • 60’ nei dì con affluenza inattesa.
Visita remota anziché F2F

Questo ipotetico medico potrebbe annullare l’accesso fisico agli ISF nei due giorni famosi dedicati e sostituire la visita personale ad un collegamento remoto.

Come gestione delle tempistiche non cambierebbe nulla.

Quindi per il MMG dire che la visita remota pesa sul proprio tempo libero, è falso? Direi di no.
Potrebbe non impattare sul tempo “fisico”, ma di sicuro peserà sul tempo “mentale“.

Mi spiego meglio.

La visita F2F (faccia a faccia)

Quando il medico fa entrare l’ISF nel proprio studio, automaticamente entra in una specie di pausa. Se fuma, si avvicinerà alla finestra o ad una porta esterna e si accenderà una sigaretta.
Nei convenevoli, specie se l’ISF è ormai ben conosciuto, troveranno posto battute, commenti e qualche sorriso. Poi l’ISF inizierà con l’intervista, ma il medico è a casa sua, se vuol rispondere al telefono o dire una cosa alla segretaria, potrà farlo liberamente. Sempre perché è a casa sua, potrà cercare di dettare i tempi dell’intervista a seconda dell’affollamento della sala di attesa.

La visita virtuale

Quando il medico prenota una visita virtuale, deve essere sicuro di essere puntuale, quindi molto probabilmente la inserirà all’inizio dell’ambulatorio.

Nel caso il medico la programmi durante l’orario di visita, nei minuti che precedono l’appuntamento, dovrà chiedere ai pazienti di attendere in sala di attesa, per non trovarseli dinanzi al momento della video intervista.

Ma quello che i teorici non sanno, è che non è piacevole per i medici fare un’intervista mentre i pazienti in sala di attesa “fremono“.

I pazienti quando sanno che c’è dentro un ISF, alla fine si rassegnano, ma se credono che non ci sia nessuno, facilmente si “spazientiscono“.

Non sarà poi facile vivere la visita virtuale come un momento di pausa.

Il medico non potrà alzarsi a fumare, ma dovrà stare nella posizione in cui la webcam lo inquadra al meglio.
Poi ci sarà la sensazione di non sapere chi realmente c’è dietro lo schermo. Ok, ci sarà l’ISF remoto o come vorranno chiamarlo. Ma poi?

Ci sarà qualcuno dell’azienda? Registreranno il video o l’audio? Faranno domande?

L’introduzione sarà più professionale e meno coinvolgente.

Tutto sarà meno fluido e semplice rispetto alla visita in ambulatorio, anche perché quanto il medico è online, cessa di essere a casa propria ed entra in uno spazio indefinito.

Non ultimo, ben sappiamo che in Italia le connessioni dati non sono stabili per oltre 5 minuti.
Poi cadono oppure non si sentono dei pezzi e toccherà ripeterli. Quindi un’intervista di 15’, tra probabili cadute di connessione o ripetizioni, potrebbe arrivare a 20 o più minuti.

La domanda quindi che mi pongo è: perché il MMG dovrebbe passare da una visita fisica ad una visita remota?

Le nuove generazioni sono nate online, hanno giocato non tanto all’aria aperta quanto online con la PlayStation. Hanno gestito gli amici con FaceTime o app simili e quindi per loro sarà naturale operare in telemedicina e ricevere l’informazione online. Ma dobbiamo attendere che ci sia il ricambio generazionale necessario.

Oggi l’e-detailing sul MMG sarebbe possibile solamente incrementandone notevolmente il valore percepito

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